Approfondimenti - Aspetti Clinici

L'assistenza al paziente e alle sue esigenze: dalla degenza alla vita di tutti i giorni
Collaborare con il paziente per garantire il suo benessere in ogni momento
Attenzione e competenza del personale infermieristico possono consentire alla persona di non perdere la propria autonomia anche durante periodi di lunga immobilità. Piccoli e grandi consigli per tutelare il paziente con O.I. in ogni azione della giornata nei periodi di degenza.

Come il fisioterapista, anche l'infermiere non è soltanto un tecnico, ma deve saper comprendere le esigenze psicologiche del paziente (e dei suoi familiari), farsi garante della buona gestione del ricovero in ospedale e interfacciarsi efficacemente con tecnici e medici che avessero poco conoscenza con la malattia e poca pratica nella gestione del paziente con O.I..
Al fine di soddisfare tutte le necessità  e tutelare l'autonomia del paziente, le capacità  del paziente stesso devono essere vagliate al momento del ricovero: questo garantirà  di comprendere come intervenire e su quali miglioramenti puntare.
L'igiene deve essere garantita in sicurezza. Sono utili per questo servizi igienici e vasche con riduttori, o vasche provviste di sollevatori: questi ultimi sono barelle in materiale plastico che vengono immerse meccanicamente in acqua con il paziente e permettono l'igiene completa e sicura dello stesso. Esistono poi lavandini basculanti, che consentono al paziente di svolgere le proprie attività da solo, favorendo l'autonomia.
Particolare attenzione merita la gestione delle ferite post-operatorie: poichè infatti l'pidermide dei pazienti con OI è più delicata, sarà  bene servirsi di cerotti che non rovinino la pelle e idrorepellenti al fine di consentire eventuali sedute di fisioterapia in acqua.
La mobilitazione del paziente deve avvalersi della sua collaborazione (o di quella dei genitori del bambino) alfine di consentire tutte le manovre corrette: la mobilitazione deve essere intrapresa con calma e attenzione, cercando la metodicità delle azioni, con la quale abituare il paziente allo spostamento.
La barella può essere standard, ma è utile servirsi di cuscini o supporti mobili per sostenere gli arti, o la schiena, in modo da tutelare il paziente ivi sdraiato.
L'infermiere deve porre attenzione nella presa in braccio del paziente, come alle fasi della vestizione (braccia e gambe) o in quella del cambio di pannolino nei bambini.
Nelle operazioni attuate per valutare i parametri vitali, sono necessarie anche alcune attenzioni fondamentali: é bene utilizzare manicotti pediatrici o manuali quando si deve provare la pressione. I manicotti pediatrici sono utili anche nel caso di adulti di piccole dimensioni.
Nelle operazioni legate all'indagine diagnostica le cautele vanno prese nel caso di prelievi del sangue, da attuarsi con manicotti per la pressione piuttosto che lacci emostatici, per evitare che la pressione del laccio leda la pelle o fratturi l'arto.
é sempre bene che per questo tipo di operazioni ci si serva di 2 operatori: uno si concentrerà  nell'immobilizzare e tutelare l'arto, l'altro operatore eseguirà  l'esame.
E' consigliabile documentare le strategie che hanno avuto successo per riprodurle successivamente.
Dal punto di vista della comunicazione tra infermiere e paziente, è importante stabilire un rapporto di conoscenza e fiducia reciproca: l'infermiere non deve sottostimare la fragilità del paziente anche quando questi si dimostra sicuro di sé. Occorre inoltre che il personale con esperienza di O.I. sia disposto a proporsi (e talvolta a scontrarsi) con il personale che non ha mai avuto a che fare con la malattia e concordare con esso le prassi operative.

Articolo tratto dalla Relazione di M. Elena Longoni, infermiera, durante il XXIII Convegno As.It.O.I. Onlus - Anno 2007

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