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"Questa lettera racconta, in maniera ironica e brillante, le sensazioni provate da una giovane calabrese al suo primo convegno; un modo in più per descrivere cosa rappresenti per molti giovani ritrovarsi e confrontarsi all'interno dell'associazione."


Ciao a tutti!
Io mi chiamo Valentina, ho 19 anni e vivo in quel di Catanzaro, in Calabria…ah, si! Sono affetta da O.I., come molti di voi o dei vostri cari. Quest'anno, per la prima volta, ho partecipato al Convegno annuale dell'Associazione e, al termine delle due brevi, ma intense giornate, mi è stato proposto di collaborare a questo notiziario, per raccontarvi la mia esperienza. Spero di esserne all'"altezza" (ops!). In realtà, c'è da precisare che non è stata proprio la prima volta, ma, diciamo così, la prima consapevole e volontaria. Già un paio di volte, infatti, i miei genitori mi ci avevano portata, ma io non ricordo quasi nulla; a quell'età di certo molte cose non si sanno, non si capiscono (bei tempi!) e, per me, sarà stata un'occasione come un'altra per giocare insieme ad altri bimbi, "uguali" a me, si, ma in che cosa? Solo nell'innocenza e nella spensieratezza di quegli anni. Poi, purtroppo, vuoi per impegni inderogabili, vuoi per le difficoltà, pratiche ed economiche, dovute alla distanza tra noi e la sede del convegno, ci siamo un pò allontanati. Io sono cresciuta, ho cominciato a chiedermi tante cose, ho sentito il bisogno di sapere che non sono l'unica e ho cominciato a cercare via internet chi potesse darmi delle risposte. Così ho trovato Diego ed il suo sito e da lì è iniziato tutto. L'anno scorso, quando finalmente si era organizzato un'incontro "nel profondo sud", a Caserta (per la serie: "Se Maometto non va alla montagna…"), io mi trovavo in Francia per un intervento, perciò quest'anno non potevo proprio perderlo! E così è stato!
Sono arrivata il venerdì nella tarda mattinata e, dopo un riposino ed i preparativi che la serata richiedeva, verso le 17:00 mi sono unita all'allegra compagnia, che già affollava l'hotel. Non conoscevo nessuno…ma che importava? Ero lì per fare amicizie o no?! Infatti, non sono passati neanche 10 minuti che già chiacchieravo con tutti (capirai, se c'è una cosa che mi riesce bene è questa!). Incredibile! Sembrava di conoscerci da sempre! La cosa che mi ha sorpresa di più è stata l'incredulità di un ragazzino, con cui ho scoperto di essere quasi "vicina di casa", che non sapeva esistessero altri suoi "simili" nella nostra regione! Già, sembrerà strano, ma è così: molti non sanno di avere accanto chi può dar loro una mano; in molte zone regna, purtroppo, la disinformazione e l'inesperienza, dei medici soprattutto, prima che dei pazienti. Non tutti, poi, hanno avuto la fortuna d'incontrare le persone giuste o la possibilità di affidarsi a centri specializzati, spesso molto lontani da casa. Però, a differenza di quanto mi hanno raccontato i miei riguardo agli anni precedenti, stavolta la partecipazione di gente del sud è stata notevole, nonostante la posizione "decentrata" dell'incontro. Ottimo segno! E chissà che il prossimo anno non sia la Puglia o di nuovo la Campania ad ospitarci…staremo a vedere chi vincerà la scommessa di un preventivo a più basso costo, vero Quintino?!
Allora, tornando al nostro convegno, dopo l'"incontro informale tra soci", come da programma, la cena: i famosi "faggottini", con due g, che, insieme al "Pepperone", con due p, della cena di sabato sera, resteranno ormai nella storia del XX Convegno As.it.o.i.! Infine la torta e la foto di gruppo, proprio come in ogni compleanno che si rispetti (io e l'As.it.o.i. siamo nate quasi insieme e tutt'e due, quest'anno, compiamo vent'anni!).
La notte, si sa, è giovane ed io e i miei amici non potevamo non renderle onore, rimanendo, fino a quasi le 3 di mattina, a chiacchierare, ridere e cantare, come si fa in gita scolastica! Queste sono le piccole cose, che fanno di una serata qualunque un ricordo indelebile.
Il giorno dopo, sveglia alle 8 per essere alle 9 giù a far colazione e poi assistere alle conferenze di medici, fisioterapisti e rappresentanti di altre associazioni, italiani e non; la parte meno divertente, certo, ma sicuramente utile a chi si avvicina per la prima volta al nostro mondo. Come non citare il mitico Taco, detto "Winner" (…vi ricorda niente? "Winner Taco", fa molto estate!), giunto direttamente dall'Olanda per noi, compagno di avventura e di nottate in bianco; o, concedetemelo, il mio chirurgo, dott. Finidori, responsabile della mia "vacanza parigina" dell'anno scorso, sempre più simpatico e abbronzato! O, ancora, il suo collega canadese, dott. Fassier, il bisturi più preciso d'oltreoceano.
Non è mio compito esporvi qui i contenuti medici del convegno; spero mi perdonerete, quindi, se non nomino anche tutti gli altri conferenzieri, di cui certamente avrete modo di leggere altrove in queste pagine.
Vorrei invece ricordare i momenti più emozionanti di quella giornata, primo fra tutti l'annuncio delle dimissioni di Marcella Zingales dall'incarico di Presidente dell'Associazione. La lettera che lei ha scritto e che il sig. Esilio Gadda ha avuto l'onore e l'onere di leggere, non senza qualche lacrima, ci ha commossi tutti e credo meriti un GRAZIE sincero! Grazie Marcella, e qui parlo a titolo personale, per tutte le volte che mi sono rivolta a te, chiedendoti consigli, informazioni e aiuti, che hai sempre saputo darmi; grazie per la nostra corrispondenza, che mi è stata vicina durante la più grande prova della mia vita e, soprattutto, grazie per aver creato dal nulla e per aver fatto crescere quest'Associazione, che ora vive e, spero, vivrà a lungo con noi.
Infine, ma solo in ordine cronologico, è stato il momento dello scrittore, giornalista, nonché amatissimo socio, Franco Bomprezzi, che ha saputo farci sorridere, commuovere, riflettere e sperare con il suo modo gentile ed onesto di dire le cose, senza troppi artifici, così, semplicemente. Come mi rispecchiavo nelle sue parole, come mi sono sentita leggere nel pensiero quando si parlava dei genitori e della loro incapacità di vederci crescere. E' proprio vero: noi resteremo per sempre i loro bambini! GRAZIE anche a te, Franco (ti do del tu…l'età non conta, vero?!)!
E con lui si è concluso il convegno, ma la serata ancora no. Dopo una breve pausa per riprendersi dall'ondata di emozioni, tutti di nuovo insieme per la cena, questa volta in un locale vicino all'hotel, il sopraccitato "Pepperone" e, al ritorno, l'ultima notte brava per la nostra allegra brigata; pochi però hanno resistito fino in fondo…solo tre, per l'esattezza: Diego, Chiara e io! Gli irriducibili non hanno ceduto alle lusinghe oniriche e hanno trascorso l'intera nottata a girovagare per gli angoli più oscuri e misteriosi dell'hotel, fino a scoprire il suo tesoro nascosto... Volete saperlo? NO, non ve lo dico…ok, ok! Scherzavo!...Proprio lassù, all'ultimo piano nascondeva…un terrazzo dal panorama mozzafiato, "chèntender no lo può chi no lo prova"! (citazione dantesca).
Ma, ahimè, le prime luci dell'alba ci hanno riportati alla dura realtà. Il tempo a nostra disposizione stava per scadere, pochi momenti ancora prima di salutarci e scambiarci gli ultimi numeri ed indirizzi. Tristezza? Forse un pò; sicuramente tanti ricordi e tanti nuovi amici da ritrovare l'anno prossimo…perché, ricordate... "PIU' SIAMO E PIU' SIAMO NUMEROSI" (altra citazione, stavolta un pò meno "letteraria", ma letterale al massimo!)


Valentina Mirabelli

 
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