SUD ITALIA: problemi e progetti.
La realtà meridionale, tradizionalmente, presenta notevoli lacune nei
vari campi sociali risultando, spesso, poco efficiente
verso coloro che cercano di risolvere le proprie problematiche;
ciò accade anche in un settore come quello medico-scientifico,
nonostante la presenza sul territorio di importanti
complessi ospedalieri, presenti soprattutto in Campania
e d'intorni. Basti pensare che ospedali come il Cardarelli
e il Santobono di Napoli rappresentano ancora oggi,
i più importanti e attivi del Mezzogiorno, e
che proprio nel capoluogo campano, negli ultimi anni
sono state avviate varie attività nel campo della
genetica e della medicina molecolare.
Tuttavia, l'informazione appare ancor oggi carente,
a partire proprio dai centri ospedalieri, nei quali
anche una prima diagnosi riguardante una patologia come
l'O.I., risulta difficoltosa. Ciò comporta per
molte famiglie che si ritrovano con un familiare affetto
da una malattia rara come l’O.I., spesso bambini
nella prima infanzia, a non avere un valido appoggio
medico e una assistenza adeguata e, di conseguenza,
nella necessità di doversi spostare verso centri
specializzati, situati per lo più al nord, e
ad affrontare i tristemente noti viaggi della speranza.
Al di là delle carenze mediche e assistenziali,
a volte bisogna fare i conti anche con una realtà
familiare disagiata e un contesto ambientale nel quale
l'impatto con una malattia rara e complessa come l'Osteogenesi
Imperfetta determina una non facile accettazione della
malattia e può creare un isolamento non solo
per chi ne è direttamente colpito ma anche per
l'intero nucleo familiare.
Nel corso di questi ultimi anni, l'associazione ha
cercato innanzitutto, di avvicinarsi maggiormente ai
suoi soci del meridione e a chiunque sia direttamente
e/o indirettamente interessato all'O.I.
Ciò è stato fatto, in primis, attraverso
i Comitati regionali, nati all'interno dell'As.it.O.I.
proprio allo scopo di avere in ogni regione una persona
che coordini le varie attività e che sia una
presenza costante e vicina a chiunque contatti. Ciò
ha permesso, in particolare in Campania, di riavvicinare
molte famiglie, alcune delle quali hanno avuto modo
di conoscersi e confrontarsi su problematiche comuni.
Poi si è cercato di creare un maggior contatto
con medici e strutture; compito non facile quando si
tratta di patologie poco conosciute.
Siamo partiti dai centri riabilitativi, cercando di
creare un punto di riferimento in questo ambito, in
quanto la riabilitazione rappresenta una tappa indispensabile
per superare i traumi post frattura.
Attualmente, un importante punto di riferimento per
il sud Italia è rappresentato dal Centro Studi
della Scoliosi, sito a Napoli, in zona Secondigliano,
col quale da circa tre anni è nata una fattiva
collaborazione con l'associazione e i suoi medici.
L'iniziativa è stata avviata attraverso un progetto
riabilitativo attuato da alcuni fisioterapisti del centro
napoletano, su bambini affetti da O.I., trattati con
la tecnica della IDROKINESITERAPIA, ossia la riabilitazione
in acqua, un tipo di trattamento che si è rivelato
efficace per tale patologia.
Dall'inizio del 2002, inoltre presso il Centro Studi
Scoliosi sono state avviate delle visite disciplinari
con la collaborazione del dott.P.Fraschini, fisiatra
e membro del comitato scientifico dell'associazione.
In questo modo si spera di poter creare maggiori
Punti di appoggio per chi è interessato dalla
malattia e vive nelle regioni del sud, migliorando la
propria informazione, assistenza e qualità di
vita.
Carmen Cardone
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